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DMR, C4FM e D-STAR a confronto

Il radiantismo è arrivato alla voce digitale tre volte, da tre direzioni diverse, e i risultati non si parlano fra loro. Una radio DMR non lavora un ripetitore D-STAR. Scegliere è soprattutto una questione di cosa c’è già in aria dove vivi.

DMR

Preso in prestito dalla radiomobile commerciale, ed è il motivo per cui gli apparati costano relativamente poco. Il DMR divide ogni canale in due slot temporali, quindi un ripetitore porta due conversazioni insieme. L’accesso ruota attorno ai talkgroup — stanze numerate in cui entri — e al color code, che fa lo stesso mestiere del tono CTCSS nel tenere fuori gli altri sistemi.

Programmare una radio DMR significa costruire un codeplug, che è oggettivamente più lavoro che sintonizzare un apparato analogico. In cambio è il modo digitale più diffuso al mondo, in gran parte grazie alla rete BrandMeister.

C4FM

Il System Fusion di Yaesu, nato per uso radioamatoriale invece che adattato, ed è il più comodo dei tre da vivere. Un ripetitore Fusion accetta anche l’FM analogica e commuta da solo, quindi nessuno resta tagliato fuori. Le stanze si raggiungono via Wires-X, e un numero DG-ID può limitare l’accesso come fa il color code sul DMR.

D-STAR

Il più vecchio dei tre, sviluppato con l’associazione nazionale giapponese e legato da sempre a Icom. Porta un nominativo in ogni trasmissione, instrada per nominativo invece che per stanza e affianca alla voce un canale dati a bassa velocità. La sua diffusione è minore di un tempo, ma resta solida in parte d’Europa e in Giappone.

Come scegliere

DMRC4FMD-STAR
OrigineCommercialeRadioamatoriale (Yaesu)Radioamatoriale (JARL / Icom)
Ricaduta analogicaNoSì, automaticaNo
Parametro di accessoColor codeDG-IDNominativo
Fatica inizialeAlta (codeplug)BassaMedia

Il consiglio onesto è ignorare le specifiche e guardare cosa c’è in aria a portata della tua antenna. Un modo senza un ripetitore vicino è un modo che non userai, per quanto sia buono.

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