Cos’è un ripetitore e come si usa
Un palmare su una cima si sente a cento chilometri. Lo stesso palmare in una valle, o in auto, può non arrivare al paese accanto. Il ripetitore è il rimedio: una stazione in quota che ascolta su una frequenza e ritrasmette in tempo reale su un’altra tutto quello che sente.
Due frequenze, non una
Poiché trasmette e riceve nello stesso istante, un ripetitore non può usare una sola frequenza: si assorderebbe da solo. Ogni ripetitore ha quindi un’uscita, che è quella che ascolti, e un ingresso, che è quella su cui trasmetti. La stazione prende il nome dalla sua uscita: un ripetitore “sui 145.750” è dove lo senti.
La distanza fra le due è lo shift. In due metri quasi ovunque è 600 kHz; in settanta centimetri di solito 1,6 MHz in Regione 1 e 5 MHz nelle Americhe. Il segno conta: uno shift di −600 kHz vuol dire che trasmetti 600 kHz sotto la frequenza che stai ascoltando.
Perché alla radio servono tre numeri
- La frequenza di uscita, su cui ti sintonizzi.
- Lo shift, che dice alla radio dove trasmettere.
- Il tono di accesso, che dice al ripetitore che sei un operatore e non un disturbo.
Se azzecchi i primi due ma non il terzo senti il ripetitore e non lo apri mai. È di gran lunga il motivo più comune per cui un OM alle prime armi chiama e non riceve risposta.
Aprire un ripetitore
Prima ascolta, e abbastanza a lungo da essere sicuro che non ci sia già un collegamento in corso con una pausa dentro. Poi dai il nominativo. Su un ripetitore silenzioso basta “IU4ABC in ascolto”: non serve chiamare CQ, che è roba da HF.
Lascia un istante fra il PTT e la voce: il ripetitore ha bisogno di un attimo per alzarsi, altrimenti la prima sillaba si perde. E lasciane un altro fra un passaggio e l’altro, così qualcun altro può inserirsi — è cortesia, e su un sistema collegato è necessità.
Quando non succede niente
- Tono di accesso sbagliato o assente: la causa abituale.
- Shift invertito o disattivato.
- Sei fuori portata: un ripetitore è a vista, e il terreno conta più della potenza.
- La macchina è giù. Succede, e gli elenchi invecchiano.